BREVE STORIA DELLA PETANQUE

Gli antichi greci, cosi come anche i romani giocavano a un gioco molto vicino alla petanque, con dei sassi rotondi per i greci ppure con delle bocce di legno cerchiate di ferro per i romani. I greci prediligevano la forza lanciando le loro boccie il più lontano possibile. I romani preferivano l'abilità.

Sono in qualche modo gli inventori del "pallino".

Con le invasioni barbariche il gioco delle bocce si addormenta....

per risvegliarsi alla grande nel medioevo.

In qull'epoca, i giocatori di bocce sono chiamati i "bocciatori".

Il gioco riscuote un tale successo, che nel quattordicesimo secolo Carlo IV,

poi Carlo V lo proibiscono.

I sovrani preferiscono che i loro sudditi si allenino ad esercizi più utili quale

il tiro con l'arco.

Eppure, all'inizio del secolo sedicesimo, i giocatori di bocce sono perdonati

dal papa Giulio II.

Desiderando che la Santa Sede diventasse la prima potenza italiana, mobilita i migliori bocciatori del suo stato. Raggruppati in una temibile " compagnia di lanciatori di sassi" si manifestarono brillantemente contro i francesi, i veneti e gli spagnoli. A seguito delle guerre italo-francesi, il gioco delle bocce ritorna in Francia.

Martin Lutero ed Erasmo da Rotterdam vedevano di buon occhio il gioco delle bocce.

Si narra che Sir Francis Drake avvertito dell'arrivo della flotta spagnola

"l'Invincibile Armada" continuò tranquillamente a giocare a bocce

sulle banchine del porto di Plymouth prima di salpare per difendere l'Inghilterra,

deciso a terminare una incertissima partita con il suo nostromo

Perfino Rabelais dice:

"Non esiste reumatismo ed altri mali simili che non si possa prevenire con questo gioco: è indicato a qualsiasi età, dalla più tenera infanzia sino alla vecchiaia"

Si racconta che Voltaire pochi giorni prima di morire si trovasse sui Champs Elysèes,

a seguire una sfida tra campioni di bocce del momento. Egli già malato si rivolse agli amici dicendo :

".... lasciatemi vedere la fine di questa partita e poi portatemi pure al cimitero"

Il gioco delle bocce prende sempre più ampiezza.

La Francia e L'italia sono all'avanguardia, e gia da allora appaiono delle differenze.

In Francia, le tradizionali bocce di legno si ricoprono di chiodi mentre nella penisola si verniciano.

 

André-Marie Ampère, l'eminente fisico e matematico, ci giocava anche lui.

Negli anni dell'Unificazione d'Italia, Giuseppe Garibaldi contribuì a rendere popolare questo gioco.

Essendo di Nizza, certamente giocava al gioco provenzale che si praticava nel sud della Francia.

Secondo l'uso ancora praticato oggigiorno i giocatori devono fare 3 passi di corsa per lanciare la propria boccia.

E' solo nel 1907 che nasce il gioco senza i "tre passi", la vera pétanque.

Si racconta che un giocatore di "Provencale" ferito ad una gamba e non potendo più prendere i tre passi di rincorsa,

pur di continuare a giocare, abbia inventato la Pétanque.

Il suo nome ha origine dal provenzale

"ped tanco", cioè "piedi uniti".

Si gioca su un terreno più corto del gioco provenzale e il giocatore lancia la sua boccia senza rincorsa, da un cerchio tracciato sul terreno.

La formula di gioco ha successo e, dal 1910, il primo concorso ufficiale è indetto a

La Ciotat, cittadina ad est di Marsiglia.

Qualche anno prima, nel 1904, un alzaziano. Felix Rofritsch, aveva fabbricato e le prime bocce chiodate nel suo laboratorio della rue des Fabres, nel centro di Marsiglia.

Una boccia chiodata di buona qualità poteva avere 1200 chiodi sovrapposti.

Era l'inizio della grande avventura delle bocce di metallo.

A St-Bonnet-le-Château nel 1927 fu fabbricata la prima boccia in acciaio.

 

Nel 1945, a Marsiglia viene fondata la

Fédération Française de Pétanque e Jeu Provençal

 

 

Nel 1958 viene fondata la

Fédération Internationale de Pétanque e Jeu Provençal

Attualmente è composta da 59 paesi con oltre 600.000 iscritti.

 

 

F I B

 

Nel 1995 le società di pètanque italiane aderiscono alla

Federazione Italiana Bocce